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Cosa si può pignorare ad un professionista con partita iva secondo leggi 2022 #adessonews

Non ci sono soli i soldi tra i beni che l’Agenzia delle entrate può pignorare a un professionista con partita Iva. Ecco a cosa bisogna stare attenti.

Professionista con partita Iva, cosa si può pignorare nel 2022?

Il primo bene aggredibile di un professionista con partita Iva in sede di pignoramento dei bene è il conto corrente ovvero i redditi e le risorse finanziarie accumulate. Secondo le vigenti, non ci sono limitazioni al prelievo.

Se c’è una circostanza da non perdere alla leggera sono i controlli dell’Agenzia delle entrate. Anche e soprattutto se nel mezzo ci sono i professionisti con partita Iva. Sottolineiamo questo aspetto perché è proprio questa figura professionale ad aver maggiori possibilità di evadere il fisco, in quanto tutte le decisioni fiscali sono frutto di un’azione autonoma, per poi trovarsi magari in difficoltà nel momento di saldare un debito.

I vertici della struttura di via XX Settembre sono intervenuti più volte per specificare cosa si può pignorare ad un professionista con partita Iva. Ed è quindi certamente interessante capire qual è la situazione attuale ovvero secondo le leggi 2022. Approfondiamo tutti questi aspetti e dunque:

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  • Professionista con partita Iva, cosa si può pignorare nel 2022

  • Cosa non può essere pignorato a un professionista con partita Iva

Professionista con partita Iva, cosa si può pignorare nel 2022

Il primo bene aggredibile di un professionista con partita Iva in sede di pignoramento dei bene è il conto corrente ovvero i redditi e le risorse finanziarie accumulati. Secondo le vigenti, non ci sono limitazioni al prelievo. E poco conta che il lavoratore sia in stato di disoccupazione ovvero che non lavori.

In caso di conto corrente cointestato, il fisco può procedere al pignoramento per il 50% del suo valore. L’attenzione può quindi spostarsi sui beni mobili di valore, come gioielli e arredi di pregio, di valore artistico o antiquario.

E naturalmente anche l’auto del professionista con partita Iva può essere pignorata. Ma solo se non è usata pe ragioni di lavoro, come accade nel caso di un agente di vendita.

Anche la casa è un bene attaccabile. Ma solo se sull’immobile da ipotecare l’ente di riscossione ha iscritto un’ipoteca da almeno sei mesi, dopo aver inviato al debitore un avviso di ipoteca e aver aspettato che trascorressero 30 giorni prima dell’iscrizione. Oppure se il valore complessivo degli immobili di proprietà del debitore è maggiore di 120.000 euro o se il debito erariale supera i 120.000 euro.

Tuttavia l’abitazione non può essere pignorata se l’immobile non è accatastato nelle categorie A8 o A9 ovvero non è una villa, un castello o un palazzo di pregio artistico e storico. Oppure se è la casa nella quale ha la residenza anagrafica, se è il suo unico immobile di proprietà, se la casa è adibita a civile abitazione.

Cosa non può essere pignorato a un professionista con partita Iva

Tra le cose mobili non pignorabili ci sono a un professionista con partita Iva ci sono l’anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina, anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli. Questi oggetti sono esclusi in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi.

Non rientrano però in questa categoria i mobili, tranne i letti, di rilevante valore economico, anche qualora lo siano per pregio artistico o di antiquariato. Semaforo rosso pure per le decorazioni al valore, le lettere, i registri e in generale gli scritti di famiglia, nonché i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione. Stessa cosa per gli alimenti e i materiali combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone della sua famiglia con lui conviventi.

Nessuna possibilità di pignoramento per le armi e gli oggetti che il debitore ha l’obbligo di conservare per l’adempimento di un pubblico servizio. Infine, non intoccabili pure gl oggetti sacri che servono all’esercizio del culto.

Non rientrano tra le proprietà, ma sono solo relativamente non pignorabili gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore. Questi beni possono essere pignorati, nei limiti di un quinto, quando il valore di realizzo stimato degli altri beni non è sufficiente per la soddisfazione del credito.

La proprietà non è l’unico denaro che l’IRS può sequestrare a un professionista con partita IVA. Ecco a cosa prestare attenzione.

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