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Fisco, l’Agenzia delle Entrate può pignorare anche la casa: ecco in quali casi e come #adessonews

Il Fisco ha la possibilità di pignorare le abitazioni di chi ha maturato debiti importanti, ma non sempre. Ecco tutti i casi in cui potrebbe accadere

Per “Fisco” si intendono solitamente gli uffici pubblici che si occupano della gestione dei tributi dei cittadini. È l’Agenzia delle Entrate a occuparsi dei tributi dello Stato, e a controllare il regolare pagamento delle tasse da parte dei cittadini. In determinati casi, l’Agenzia delle Entrate, e in particolare la sezione adibita alla Riscossione, può pignorare dei beni mobili e immobili al fine di riscuotere le somme non pagate dai cittadini.

Il pignoramento immobiliare riguarda, come si può immaginare, i beni immobili posseduti da una persona. Si procede, inoltre, al pignoramento dopo la scadenza di un’ipoteca, e cioè un atto iscritto dall’Agenzia delle Entrate che grava su un determinato immobile posseduto dal cittadino che ha un determinato debito nei confronti del Fisco. Al termine dell’ipoteca, nel caso in cui quest’ultimo non abbia estinto il debito, l’Agenzia delle Entrate può provvedere a pignorare, e cioè a sottoporre a espropriazione forzata, l’immobile.

Fisco: quando e come può pignorare una casa?

Dopo aver stabilito cosa si intende per pignoramento e per ipoteca, vediamo quali sono i casi in cui l’Agenzia delle Entrate può effettivamente procedere all’espropriazione forzata di una casa. Perché il fisco possa procedere al pignoramento, il debitore deve possedere almeno due immobili, anche nel caso in cui li possegga solo per quote. Come spiega Angelo Greco, avvocato e direttore de La Legge per tutti, l’espropriazione può avvenire anche quando il debitore possegga un solo immobile, nel caso in cui questo sia di lusso o non a uso residenziale / di residenza. In aggiunta, il debito deve obbligatoriamente essere superiore a 120mila euro, compresi gli interessi, le sanzioni e le imposte a esso collegati.

In aggiunta, perché si proceda al pignoramento, il valore del patrimonio complessivo del debitore deve superare i 120mila euro. Come abbiamo già detto, infine, prima dell’espropriazione deve essere stata iscritta un’ipoteca sull’immobile e devono essere passati almeno sei mesi dall’iscrizione dell’ipoteca stessa. Tutti questi requisiti devono essere soddisfatti: in caso contrario, non si potrà procedere al pignoramento. Come spiega ancora Angelo Greco, infatti, nel caso in cui il debito sia superiore a 120mila euro, ma il debitore paga la parte eccedente questa cifra, l’Agenzia delle Entrate non potrà procedere al pignoramento della casa del debitore.

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